Modulo B - Il rilievo architettonico

1 INTRODUZIONE

È regola che per un corretto studio del patrimonio edilizio esistente o almeno per la parte o l'edificio ritenuto significativo, si debba tenere conto di una molteplicità di fattori quali l'analisi storico-artistica, quella morfologica e tipologica nonché gli eventuali interventi di trasformazione. L'indagine tuttavia non è completa senza un preciso rilievo del costruito e una fedele restituzione grafica. L'importanza del rilievo, nota già nell'antichità, acquista particolare vigore nel periodo rinascimentale e l'indagine conoscitiva dei monumenti che ancora nel medioevo era basata su una libera interpretazione del modello, appuntata su piccoli e maneggevoli quaderni, acquista sempre più carattere oggettivo. Lo attesta il famoso taccuino Barberini attualmente conservato nella Biblioteca Vaticana, redatto da Giuliano da Sangallo, ricco di disegni e rilievi dei più famosi monumenti non solo italiani; lo attesta, analogamente, il taccuino di viaggio di Francesco di Giorgio Martini, della Biblioteca Reale di Torino (figura 1). Si pensi a Brunelleschi e a Donatello che, secondo la tradizione, a Roma studiarono e misurarono i monumenti antichi per trarne conoscenze e certezze. Si rifletta anche su Leon Battista Alberti che allo stesso modo si interessò all'antichità classica traendo spunto da Vi-truvio per il suo De re aedificatoria, trattato nel quale sono contemplate le misurazioni degli antichi edifici che vengono studiati in funzione di nuove costruzioni di classica compostezza. In pieno rinascimento mostrano interesse per il rilievo storico Sebastiano Serlio e più tardi Andrea Palladio, artisti rispettivamente d'area emiliana e veneta, autori d'importanti trattati di architettura mentre nell'ambiente romano Donato Bramante, Raffaello Sanzio, Baldassarre Pe-ruzzi, affrontano il rilievo architettonico in modo sempre più tecnico.



38 - Francesco di Giorgio Martini, Studio di monumenti antichi, Biblioteca Reale, Torino.
L'analisi grafica di edifici storici e il disegno documentaristico diviene poi una delle priorità per Alfredo d'Andrade, architetto portoghese che nella seconda metà dell'Ottocento scopre l'interesse per l'architettura medievale che lo spingerà, una volta divenuto Sovrintendente alle Belle Arti di Liguria e Piemonte, a dirigere svariati interventi di restauro in tal senso (figure 2, 4)



2 Alfredo D’Andrade, indagine sulle cornici in cotto di una finestra, Museo Civico, Torino.
A fine ottocento un altro architetto, Corinto Corinti (figura 3), a ridosso dei grandi interventi di rinnovamento edilizio della città di Firenze, coglie le ultime testimonianze dell'antico centro, con lo scopo precipuo di mantenerne la memoria. Di fatto i suoi disegni risulteranno talmente interessanti che nel terzo decennio del XX secolo verranno ripresi in formato cartolina e commercializzati.
Disegni che si esprimono tramite rilievi realizzati con precisione in proiezione ortogonale con viste in pianta, in alzato, sezioni, facendo uso di coordinate geometriche e di scale metriche il cui utilizzo è prassi disegnativa valida tutt'oggi.



3 - Corinto Corinti, case Arrigucci, prospetto su piazza Brunelleschi e dettaglio di una mensola lignea.


4 - Alfredo D’Andrade, schizzi e annotazioni autografe sul chiostro capitolare eporediese. Museo Civico, Torino.

Disegno Facile C
Disegno Facile C