CIVILTÀ ETRUSCA

Civiltà etrusca

Secondo quanto ci è tramandato dagli scrittori latini, le città etrusche venivano delimitate con il tracciamento del perimetro mediante un solco scavato, successivamente l'area veniva divisa in quattro parti da due assi viari ortogonali. Questa impostazione sarà ripresa dai romani.



3 - Pianta della città etrusca di Misa

Civiltà romana

L'urbanistica romana riprende sia quella grecoellenistica ippodamea che quella etrusca. Attraverso i primi accampamenti militari, trasformati poi in molti centri abitati, vengono utilizzati due assi viari principali: il cardo maximus orientato da nord a sud e il decumanus maximus da est a ovest; il punto di intersezione determina il foro, la piazza principale della città, ove sorgono gli edifici pubblici più importanti.
Lo schema di questo impianto ortogonale è ancora riconoscibile in centri storici di numerose città, tra queste ricordiamo Torino e Pavia.



4 - Schema del castrum romano: A-B decumano; C-D cardo


5 - Castrum romano. Schema assonometrico


6 - Pianta di Torino in epoca romana


7 - Pavia, veduta aerea che evidenzia i resti del piano stradale ortogonale romano.

II Medioevo

Nell'alto medioevo la città, per ragioni difensive, viene edificata su alture o in isole lagunari, come avverrà nell'area veneta.
I nuclei sociali, culturali ed economici più significativi sono i monasteri, le pievi, i castelli e le corti. Intorno al IX secolo si assiste a una rinascita generale, la piccola collettività svolge le attività per il proprio sostentamento attorno al castello, mentre i contadini lavorano i campi del feudo procurando i mezzi necessari per la vita. Fra la fine del primo millennio e gli inizi del secondo la città assume un ruolo sempre più importante e dopo il Mille inizia a gestirsi autonomamente.
La città romanica germoglia, per lo più, sul già esistente centro abitato romano che trasforma in modo libero e disordinato, senza seguire un piano che ne regoli la crescita.
II tessuto urbano, cinto da mura, è caratterizzato da strade strette e tortuose, le case sporgono su mensole per il poco spazio disponibile oppure, quelle di una certa importanza, presentano torri che danno un aspetto verticalistico alla città; alcuni centri conteranno moltissime torri. La piazza più importante ospita la cattedrale che esprime in sé la vita civile e quella religiosa della collettività. La città gotica non differisce molto da quella romanica. Spesso le mura vengono abbattute e ricostruite più lontane per dare maggior spazio al tessuto urbano, occupato da un numero crescente di persone.
Vicino alla cattedrale viene costruito il palazzo pubblico, oppure la città presenta due piazze principali attigue o collegate da una via; una piazza ospita la cattedrale, l'altra il palazzo pubblico.
L'opera di A. Lorenzetti testimonia la città medievale di Siena e la campagna oltre le mura. Il centro abitato, caratterizzato dalle tipiche costruzioni dell'epoca, è animato dai suoi abitanti che svolgono le proprie attività, mentre l'area che si sviluppa oltre le mura che cingono la città, evidenzia il rigoroso lavoro dei campi coltivati; in lontananza si leggono castelli e pievi che punteggiano le colline.

Anche la città di San Giminiano conserva ancora l'impianto urbanistico medioevale con alcune parti delle mura di difesa e le case-torri.



10 - Pisa medioevale.


11 - San Giminiano (Siena).


12 - Pianta di Siena. La pianta evidenzia bene il tessuto disordinato della città medioevale cresciuta su tre colli.

Disegno Facile C
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