TEORIA DELLE OMBRE APPLICATA ALLE PROIEZIONI ORTOGONALI

3 TEORIA DELLE OMBRE APPLICATA ALLE PROIEZIONI ORTOGONALI

Sorgente luminosa naturale

Le proiezioni ortogonali di una figura solida risultano forme bidimensionali, quindi le ombre aiutano a far comprendere meglio la struttura volumetrica e il rapporto spaziale della figura stessa. La sorgente luminosa adottata è posizionata a sinistra e a distanza infinita (raggi paralleli).
Il raggio luminoso r corrisponde alla diagonale del cubo che forma un angolo di 35° 15' 53" con la faccia orizzontale (figura 9a) le sue proiezioni r' (direzione) e r'' (inclinazione) (figgure 9a-9b) sul P.O. e sul P.V. generano angoli di 45° con la L.T. Nella realizzazione grafica della teoria delle ombre applicata alle proiezioni ortogonali si è quindi stabilito, per convenzione, di utilizzare raggi indinati di 45° alla L.T.
La direzione e l'inclinazione del raggio luminoso possono essere modificate rispetto ai piani di proiezione per ottenere particolari effetti luce-ombra; più diminuisce l'inclinazione del raggio luminoso e più aumenta la dimensione dell'ombra portata.
In tal caso, nel disegno, si devono sempre indicare graficamente r e r'.



9 - a. Figura dimostrativa della diagonale r di un cubo appoggiato al I diedro con uno spigolo coincidente con la L.T., e relative proiezioni r’ sul P.O. e r’’ sul P.V. inclinate di 45° alla L.T. b. Ricerca del reale angolo di incidenza di un raggio luminoso le cui proiezioni ortogonali, sul P.O. e sul P.V., sono inclinate di 45° alla L.T.
r raggio luminoso
r’ direzione
r” inclinazione

Disegno Facile B
Disegno Facile B