Modulo B - Teoria delle ombre

Teoria delle ombre

1 INTRODUZIONE

Un corpo opaco colpito da un fascio di raggi luminosi genera ombra.
Se l'illuminazione è diretta l'ombra sarà nitida e potrà essere studiata con precisione geometrica mediante la teoria delle ombre, se l'illuminazione è diffusa l'ombra avrà i contorni sfumati.
Il secondo caso ha consentito di rappresentare, attraverso diverse tecniche ( tratteggio, sfumato, puntinato ecc. ), le ombre in pittura; queste hanno facilitato un'espressione figurativa caratterizzata da un maggior senso di realismo dell'oggetto rappresentato e da una maggiore profondità volumetrico - spaziale. (figure 1, 2, 3, 4).
Il primo pittore ad approfondire lo studio delle ombre è stato Masaccio (1401-1428), nelle sue opere il chiaroscuro cromatico definisce la consistenza volumetrica e le ombre portate stabiliscono le esatte posizioni spaziali delle singole figure (figura 5).
La teoria delle ombre, applicazione della geometria descrittiva, tratta il problema in modo analitico, mediante rigorose costruzioni geometriche applicate alle proiezioni ortogonali, alle proiezioni assonometriche e alle proiezioni prospettiche; la resa migliora l'impatto visivo della forma e ne facilita la lettura.



1 - Francisco Goya, Le fucilazioni del 3 maggio, 1817, olio su tela, m 2,66x3,45. Madrid, Museo del Prado.


2 - Silvestro Lega, Il pergolato, 1868, olio su tela, cm 75x93,5. Milano, Pinacoteca di Brera.


3 - Georges Seurat, Una domenica pomeriggio all’Isola della Grande Jatte, 1884-1886, olio su tela, m 2,05x3,08. Chicago (Illinois), Art Institute.


4 - Giorgio De Chirico, Le Muse inquietanti, 1917, olio su tela, cm 97x66. Milano, Collezione Mattioli.


5 - Masaccio, Il tributo, affresco; m 2,55 x 5,98.Firenze, Chiesa del Carmine, Cappella Brancacci

Disegno Facile B
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