ANALISI ESTETICA DEGLI EDIFICI

6 ANALISI ESTETICA DEGLI EDIFICI

Le facciate

Per facciata si intende solitamente la parte esterna più caratterizzante di un edificio, comprensiva dell'ingresso principale. Se però le parti notevoli sono più d'una, si ricorre alla distinzione fra facciata principale e facciate secondarie. Un tempo rilevante solo negli edifici ad uso collettivo, acquista fisionomia sempre più spiccata e precisa identità a partire dall'età comunale, trova riscontro nei palazzi rinascimentali albertiani, nelle ville palladiane, diventa movimento di masse col barocco, si ingentilisce nel Rococò poi torna al classico (neoclassicismo) sino ad approdare al XX secolo fautore, tra l'altro, di una scelta senza precedenti: la messa al bando della facciata principale, teorizzata da Le Corbu-sier e di fatto applicata in alcune della sue più famose architetture. Nella composizione delle facciate non mancano porte e finestre che possono assumere molteplici forme e svariate dimensioni ed essere anche dotate di artistiche e curiose cornici.



82 - Finestra del Palazzetto Zuccari, Roma.
Talvolta la facciata è solo uno schermo anteposto all'edificio per puro scopo estetico (ed ecco l'espressione "di facciata" nel senso figurato di "solo apparente"). Applicata in molte antiche chiese, manca di funzione strutturale spesso a tal punto da dover essere strettamente ancorata alla costruzione retrostante poiché a rischio di stacco e conseguente crollo per ribaltamento. È il caso vissuto dalla basilica di Sant'Andrea a Vercelli (intervento dell'ing. Giberti, 1926).


83 - Schema dell’intervento di ancoraggio della facciata della Basilica di Sant’Andrea, Vercelli.
Le facciate possono presentarsi in forma plastica o pittorica, essere arricchite da colonne e frontoni, classiche lesene e motivi ornamentali, da cornici in aggetto, essere messe in risalto da bugnati rustici, lisci o a punta di diamante in grado così di generare forti contrasti chiaroscurali tuttavia possono anche essere sobrie ed essenziali e non per questo perdere la propria valenza estetica.



84 - Palazzo dei Diamanti, Ferrara.
Le superfici delle facciate
Proprio le superfici delle facciate, siano esse ad intonaco liscio e uniformemente colorate o policrome, rivestite in pietra, in ceramica, trattate con l'arriccio, a buccia di arancia, tutte concorrono, con la loro texture, a definire il profilo estetico dell'edificio. Può però anche accadere che sia lo stesso materiale usato per la costruzione, lasciato a vista, a definire la facciata. Come il "mattone a vista", concepito per rivestire ed abbellire le superfici oppure i nuovi materiali come l'alluminio e il titanio, metalli altamente versatili che sempre più spesso vengono impiegati nel campo edile. Anche il massiccio uso del vetro può concorrere all'estetica dell'edificio; lo si può ammirare ancor oggi, in alternanza col ferro, nella Bauhaus di Des-sau dalle molteplici facciate (un tempo i tendaggi erano banditi dalle aree comuni e l'interno dialogava con l'esterno); di acciaio e vetro sono molti grandi grattacieli di Manhattan, tra questi l'8 Spruce Street, ultimato nel 2010 e il più alto di tutta New York, frutto dell'estro dell'architetto canadese Frank O. Gehry (figura 85). Particolari, in italia a Recanati, per i Guzzini illuminazione, gli edifici laboratori della luce le cui facciate, al calar del sole, diventano vere e proprie superfici illuminanti (figura 86).



85 - Frank O. Gehry, 8 Spruce Street, New York.


86 - I laboratori della luce per Guzzini, Recanati

Composizione d'ombre

Tutte le facciate, in presenza di luce solare, hanno un punto debole (o di forza) determinato dal formarsi delle ombre proprie e portate su di esse. Laddove vi siano porticati, colonne, pilastri, volumi sporgenti e rientranti le ombre saranno più fitte; dove l'aggetto sia minimo anche le ombre risulteranno su quella superficie, molto ridotte (figura 88). le ombre creano disegni sulle facciate, talvolta ne alterano temporaneamente i tratti, ma ci sono occasioni in cui sono proprio le ombre a sottolineare e a rimarcare, con debita inclinazione, le geometrie dell'edificio su cui si distendono (figura 87)



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88 - Breuer, Edificio per uffici, Washington. Da: Tecnica e grafica nel disegno.

Disegno Facile B
Disegno Facile B