Modulo C - Analisi dell’architettura

Analisi dell’architettura

1 TIPOLOGIE ARCHITETTONICHE

Con l'espressione tipologie architettoniche si intende far riferimento a modelli che per involucro, caratteristiche costruttive e destinazione d'uso, presentino elementi comuni e caratterizzanti.

Il tempio

L'origine della forma templare sembrerebbe doversi ricercare nel megaron miceneo che era ad unica stanza, il cui accesso prevedeva la presenza di un atrio con antae e una coppia di colonne fra esse comprese oltre a un vestibolo a diretto contatto con la stanza di ricevimento. (figura 1) L'analogia con il tempio "in antis" greco (figura 2) è molto stretta ma in quest'ultimo manca il vestibolo in quanto sala di attesa: l'interno del tempio infatti, non era normalmente accessibile se non ai sacerdoti.



1 - Megaron


2 - Tempio in antis.


3 - Tipologie di templi greci
Il tempio greco

Dapprima realizzato in legno e poi in marmo, acquista la propria Nelle strutture verticali la colonna si presenta come elemento carat-forma definitiva già in epoca arcaica. La base del tempio, il crepido- terizzante e inconfondibile grazie alla forma del capitello: semplice ma, era generalmente formato da tre gradoni presenti sui quattro la- e "a cuscino" il dorico (figura 5), "a voluta" lo ionico (figura 6), "a foglie ti. Per agevolare la salita di ciascun gradone, nella parte centrale e d'acanto" il corinzio (figura 7). La copertura era a doppio spiovente e anteriore spesso ne veniva sovrapposto uno intermedio (figure 3-4) o, la sua struttura lignea sosteneva le tegole che erano in materiale fit-più raramente, in ogni gradone si intagliavano tre gradini.
     Nelle strutture verticali la colonna si presenta come elemento caratterizzante e inconfondibile grazie alla forma del capitello: semplice e “a cuscino” il dorico (figura 5), “a voluta” lo ionico (figura 6), “a foglie d’acanto” il corinzio (figura 7). La copertura era a doppio spiovente e la sua struttura lignea sosteneva le tegole che erano in materiale fittile.



4 - Scala di accesso al tempio, particolare gradini e sezione.


5 - Ordine dorico.


6 - Ordine ionico.


7 - Ordine corinzio e foglia di acanto (disegno di Aprato).


Il tempio etrusco

A differenza di quello greco, poggiava su un alto podio che era l'unica parte in pietra di tutta la struttura. L'accesso al tempio avveniva solo anteriormente mediante una scalinata. Lo sviluppo dell'elevato spesso comprendeva tre celle, determinando in pianta un rettangolo in cui la profondità risultava sensibilmente ridotta a favore di una maggiore larghezza. le colonne dell'ampio e profondo pronao erano essenziali: possedevano una semplice base, avevano il fusto liscio ed un capitello in cui l'abaco e l'echino evidenziavano caratteri analoghi a quello dorico. È l'atto di nascita di un nuovo ordine: il tuscanico. i materiali usati nella costruzione erano legno e terracotta; di materiale fittile erano composte anche le statue frontonali e quelle poggiate sul colmo del tetto.



8 - Modello di tempio estrusco.
Il tempio romano

il tempio romano compone e fonde elementi greci ed etruschi elaborando una tipologia propria. poggia su un alto podio in pietra di derivazione etrusca ma è provvisto di unica cella come il tempio greco. Ai pari del tempio greco, utilizza il marmo per l'alzato e le colonne assumono spesso, oltre alla funzione strutturale anche quella decorativa (semicolonne). Dall'arte romana nasce un ordine: il composito che, come è esemplificato dalla parola stessa unisce, nel capitello, alle volute ioniche le foglie d'acanto corinzie. Modello originale fra tutti i templi è il pantheon con il diametro di base pari all'altezza massima e l'enorme cupola semicircolare che diventano elementi caratterizzanti e unici. Dì particolare interesse è sicuramente il materiale utilizzato nella costruzione della cupola: il calcestruzzo. Dì per sé materiale innovativo all'epoca romana, prodotto dell'unione del cemento con materiale inerte, viene posato in unica gettata a composizione sempre più leggera tanto da giungere all'utilizzo della pietra pomice in prossimità del grande oculo.



9 - Tempio della Fortuna Virile, Roma.

La basilica

La basilica civile

Era un edificio pubblico utilizzato prima dai greci e poi dai romani, come luogo per riunioni, incontri, scambi, come tribunale ed anche sede di atti amministrativi. aveva pianta rettangolare con terminazione absidata e grande capienza. ad essa si riferirono i cristiani per la creazione di spazi che fossero in grado accogliere la comunità religiosa per la partecipazione ai riti sacri.



10 - Pianta della Basilica di Giunio Basso (Lugli), Roma .
La basilica paleocristiana

Se il tempio fu per i pagani il luogo di culto per eccellenza, la basilica lo divenne per la religione cristiana. La basilica paleocristiana (figura 11) può essere quindi definita come un grandioso edificio a carattere religioso che prende il nome e le forme dall'analogo edificio civile. Nasce con la caratteristica pianta basilicale (figura 10) e, con l'inserimento del transetto, acquista la forma della croce latina o più raramente di quella greca. può essere ad unica e grande aula, a tre o cinque navate suddivise fra di loro da colonne architravate o archivoltate. Ha copertura a capriate lignee e diffusa illuminazione. Esternamente può essere presente il quadriportico che inizialmente doveva avere al centro il fonte battesimale, ben presto racchiuso all'interno di una nuova struttura a pianta ottagona costruita nelle immediate vicinanze: il battistero.



11 - Interno dell’antica Basilica di San Pietro in Vaticano, affresco, Chiesa di San Martino ai monti, Roma.
La basilica ravennate

Costruita sia in forma basilicale che centrale, presenta semplice muratura a vista esterna a cui, internamente, corrisponde una grande ricchezza decorativa musiva e marmorea. elemento strutturale caratterizzante è il pulvino e, nella basilica di san Vitale compare anche il matro-neo. Ulteriore novità è rappresentata dalle torri campanarie che, in quest'area, sono a pianta circolare.



12 - Basilica di Sant’Apollinare in Classe, Ravenna.
La basilica romanica

Utilizza il sistema dell'arco a tutto sesto e della volta mantenendo il carattere strutturale alla muratura perimetrale, limitandosi a rinforzarla con robusti contrafforti nei punti corrispondenti allo scarico delle forze delle volte interne. Viene realizzata la cripta al di sotto del presbiterio a piano rialzato. Il matroneo conferma la sua presenza e, in facciata, compaiono i portali strombati, i primi rosoni come evoluzione dell'ocu-lo, il protiro con i leoni stilofori ed infine, le loggette anche a piani sovrapposti. in evidenza la semplicità e l'essenzialità decorativa affidata in gran parte alla scultura in pietra.



13 - San Zeno, Verona.
Le cattedrali gotiche

Sono caratterizzate dal verticalismo, da alti pilastri polistili e volte archiacute, da contrafforti, pinnacoli, guglie e dall'assenza dei muri portanti. i rosoni si ingigantiscono e si distribuiscono anche nei transetti e nei cori e si arricchiscono di vetri policromi che narrano storie bibliche.
il matroneo lascia il posto al triforio che si espande nel coro e le grandi finestre raggiungono le vele delle volte. Diffuso l'uso dei portali gemini o binati.



14 - Interno della Cattedrale di Chartres.
La basilica rinascimentale

Con la basilica rinascimentale si torna a scelte classiche nell'architettura che, in questo periodo, viene commisurata all'uomo. Le prospettive interne diventano misurabili; ricompaiono l'arco a tutto sesto e, all'imposta dello stesso, il Brunelleschi introduce un elemento cubico che riprende la funzione dell'antico pulvino.
in facciata compare l'elemento "a voluta" che risolve problemi statici oltre ad essere novità decorativa. Più tardi si assiste ad un cambiamento nel senso della maggiore monumentalità delle strutture tanto che, negli edifici capitolini, Michelangelo inserisce l'ordine gigante.



15 - Sovrapposizione di elementi strutturali, Basilica di San Sebastiano, Biella.
Le chiese barocche

Le strutture barocche sfruttano le forme curvilinee; non la curva perfetta del cerchio ma quella ellittica che suggerisce una diversa percezione dello spazio a seconda della posizione dell'osservatore rispetto ad essa.



16 - Pianta di Sant’Andrea al Quirinale, Roma.
Nella ricerca del dinamismo strutturale entrano a viva forza le colonne tortili in cui, diversamente dalle antiche colonne celebrative romane, non è la decorazione ad attorcersi sul fusto ma è il fusto stesso protagonista di quel movimento.


17 - Gian Lorenzo Bernini, Baldacchino di San Pietro in Vaticano, Roma. Particolare di una colonna tortile.
La basilica neoclassica

Il neoclassicismo, con le sue strutture di chiara ispirazione classica, si pone in netta antitesi con la cultura barocca. Elementi e forme architettoniche legati al passato classico greco e romano fanno la loro ricomparsa con una fase iniziale improntata ad un armonico connubio forma-funzione e una più tarda, napoleonica, monumentale e fortemente celebrativa. significativo esempio è la chiesa-tempio de La Made-leine a parigi.

La chiesa del XX e XXI secolo

l'architettura sacra del '900 e contemporanea mette al bando i richiami ai passati stili e si rende libera nell'organizzazione interna ed esterna degli spazi e se all'apparenza le scelte appaiono casuali, mai come in questo momento è presente la ricerca di una forte carica simbolica, evocativa, re-interpretativa attraverso la forma e il suo contenuto. Ogni aspetto della chiesa e i relativi spazi appaiono curati nei minimi particolari, dal contesto in cui sorge ai disegni delle vetrate fino all'arredo mobile.



18 - Giovanni Michelucci, Chiesa dell’Autostrada, Campi Bisenzio, Firenze.

Il teatro

La forma teatrale nasce in Grecia come luogo di svago e di divertimento, nell'ambito di feste religiose. Lo attestano l'iniziale presenza dell'ara nel suo interno e la posizione che è presso i più famosi santuari.

Teatro greco

Aveva, in pianta, forma semicircolare e spazialmente era ad imbuto: proprio questa caratteristica consentiva di raggiungere una acustica ottimale (figura 20) la scena era bassa e gli attori recitavano davanti ad essa. l'orchestra ospitava i cantori e i danzatori ed era il punto di convergenza del Koilon (luogo deputato agli spettatori) che poggiava i sedili in pietra, ordinatamente e a scalare, lungo il pendio di un colle (figura 21). l'accesso era assicurato da corridoi laterali, i paradoi.



20 - Teatro di Siracusa.


21 - Teatro greco, sezione del Koilon.
Teatro romano

Deriva da quello greco da cui riprende la forma ma viene eretto con nuovo sistema, quello dell'arco e della volta e con un nuovo materiale: il calcestruzzo. Queste novità fanno sì che possa sorgere in modo isolato ovvero senza il vincolo della presenza di un terreno collinare e sia di grande capienza. l'arcaica presenza dell'ara scompare; la scena s'innalza, si complica e si arricchisce di elementi architettonici chiudendo sul diametro il profilo della cavea (l'antico Koilon). Commedie e tragedie sono le rappresentazioni teatrali per eccellenza diversamente dall'odeon, struttura anch'essa di derivazione greca, quasi piccolo teatro coperto dove però di scena erano la musica e gli orchestrali. più grande del teatro, anzi il suo doppio, era l'anfiteatro. Fra tutti il più famoso è l'anfiteatro Flavio o Colosseo. a pianta ellittica poteva contenere fino a 50.000 spettatori intrattenendoli con spettacoli che spesso erano combattimenti cruenti, oppure venationes (cacce) od anche naumachie (battaglie navali).



22 - Scavi di Pompei.
Teatro rinascimentale

Con la caduta dell'impero romano sembra chiudersi anche l'epoca teatrale sino alla fine del XVi secolo inizi XVii, quando ritorna in auge per dilettare le potenti famiglie del tempo ed è questo il caso del teatro Farnese a parma, oppure per volontà di cittadini facoltosi riuniti nell'intento di ridare vita a tutte le arti e a tale proposito ricordiamo il teatro olimpico di Vicenza, provvisto di una ricca scena ad architetture e prospettive a trompe-l'oeil, fatto realizzare dalla "Accademia olimpica". i teatri del tempo erano tutti rigorosamente lignei.



23 - Teatro Farnese, Parma.
Teatro neoclassico

Nel XViii il teatro torna pubblico e con l'affermazione della tipologia del teatro lirico viene ad essere codificata e vincente la formula del teatro "all'italiana", a ferro di cavallo, caratterizzato oltre che dalla suddivisione in blocchi funzionali, anche dalla organizzazione interna differenziata per palchi, loggiati, posti d'onore, di rappresentanza e comuni. Un esempio fra tutti, il Teatro alla Scala di Milano, dall'acustica perfetta , con gli eleganti interni dai colori attualmente dominanti, oro e crema. Al suo progettista, l'architetto Piermarini, si deve anche l'invenzione dell'atrio che favoriva l'arrivo e la partenza delle carrozze. proprio a questa formula dell'atrio, che ben si lega al corpo retrostante e al paesaggio urbano in cui è inserita, risulteranno ispirati i teatri civici delle più importanti città del tempo.



24 - Teatro alla Scala, Milano.
Teatro moderno e contemporaneo

Anche se talune nuove tendenze, invitando il pubblico ad essere parte protagonista in un coinvolgimento totale nell'azione scenica, hanno messo in forse il consolidato impianto teatrale, di norma non solo nel riuso di edifici preesistenti ma anche nelle strutture di nuova costruzione permangono i caratteri fondamentali del teatro tradizionale. Da notare che lo sviluppo della città può configurarsi come motivo di scelte di grande portata quali la realizzazione di veri e propri poli culturali in cui lo spazio teatrale diventa tassello di un più vasto complesso multifunzionale formato da sale per concerti e cinematografiche, spazi espositivi e museali, biblioteche, servizi di caffetteria e di ristorazione (è ciò che accade al Barbican Arts Centre di Londra), nello stesso tempo la rapida espansione urbanistica invita a singole esperienze di qualificazione del territorio come mostra il Teatro degli Arcimboldi sorto nella periferia nord di Milano (arch. Gregotti, 2002) che, durante la temporanea chiusura del Teatro alla Scala, ha avuto il ruolo di teatro lirico della città ma ha poi saputo mantenere il ruolo di edificio per spettacolo a 360°, accogliendo anche significative manifestazioni culturali.



25 - Teatro degli Arcimboldi, Milano.

Il palazzo civico

Con l'avvento dei liberi comuni la popolazione avverte la necessità di un luogo per riunioni e d'incontro: è la nascita del Broletto (da brogilus= campo). Dapprima le riunioni del Consiglio di Credenza si tenevano all'aria aperta, verosimilmente entro uno spazio individuato per tali incontri poi "sotto il campanile" e talvolta dentro la chiesa stessa. Doveva avere al primo piano un'unica sala consiliare e un piccolo balcone (arengo) da cui il banditore leggeva le grida e al piano terra un ampio spazio porticato per i cittadini in attesa delle decisioni del Consiglio.
Il broletto si chiamerà poi Arengario, Palazzo della Ragione, Palazzo del Podestà, Palazzo civico o comunale. Il portico al piano terreno col tempo venne chiuso ma la grande e unica aula, la cui dimensione doveva essere rapportata al numero dei membri rappresentanti, è rimasta fino ai giorni nostri. Tra le più ampie, quella del Palazzo ducale di Venezia che doveva ospitare contemporaneamente i mille rappresentanti della Repubblica marinara.



26 - Arengario di Piacenza.

La casa

Prima fra le strutture architettoniche ad essere realizzata per assolvere all'esigenza primaria dell'uomo ad avere un riparo, ebbe in epoca preistorica forma di capanna e di palafitta. D'uso temporaneo, veniva realizzata mediante una leggera intelaiatura in legno ricoperta con paglia, rami, fronde, pelli e terra. Col nascere delle grandi civiltà la casa perse il carattere di provvisorietà, divenendo solida e confortevole grazie all'uso di travi in legno, mattoni e pietra.

Case delle antiche civiltà

La casa cretese aveva due o tre piani fuori terra, ampie aperture e copertura piana; la sua sicurezza, al pari di quella dei grandi palazzi, era esclusivamente garantita dal mare.
L'aspetto con cui oggi la conosciamo deriva da immagini fissate su sottili piastrelle di ceramica rinvenute a Cnosso



27 - Tipologie di abitazioni cretesi, Museo Archeologico di Iraklion.
Casa greca

La casa greca, diversamente dagli edifici pubblici, era realizzata con materiale deperibile (mattoni e legno). Comunicava con l'esterno mediante uno stretto corridoio e si articolava intorno ad un cortile quadrato sul quale si affacciava il megaron, la sala più importante dell'abitazione, di origine arcaica.

Casa etrusca

La casa etrusca sembra avesse solo le fondazioni in pietra. L'elevato era in materiale fittile e legno. Studi in proposito indicano che poteva essere del tipo ad atrio centrale sul quale si affacciavano i diversi locali abitativi e verso il quale confluivano quattro profonde falde del tetto. oppure la casa poteva essere tutta coperta da tetto a doppia falda che sulle estremità brevi creava una sorta di frontone.

Casa romana

Anche l'impianto dell'antica casa romana, ad un piano fuori terra, ruota intorno all'atrium. l'analisi dei disegni ricostruttivi esemplificati su case pompeiane, indica che la luce e l'aria giungevano infatti da questa zona centrale dell'antica abitazione romana su cui si affacciavano tutte le stanze in primo luogo il tablinum la sala di ricevimento successivamente chiamata tricli-nium. più tardi, solo nelle domus più importanti, un grande e luminoso peristilium prenderà il posto dell'hortus. in tutti i casi le finestre, quando presenti, erano piccole e rade e l'affaccio sulla via era destinato ai locali adiacenti l'ingresso spesso adibiti a botteghe, le tabernae oppure a magazzini, in quanto queste case erano prive di cantina.

 

29 - Sezione e pianta di casa romana (I. Levy).
A pompei una eccezionale scoperta, quella della casa di pansa, documenta una delle prime case private plurifamiliari. Concepita secondo lo schema della domus ma molto più ampia poiché occupava un intero isolato, era a tre piani fuori terra, con botteghe ed appartamenti ad affaccio sulla strada.



30 - Casa di Pansa, Pompei. Modellino del Metropolitan Museum of Art di New York.
A Roma e nei grandi centri urbani delle province romane sorsero le "insulae", edifici multipiano destinati ad affitto e a più famiglie. Le insulae, che a terra avevano le botteghe, presentavano tanti alloggi di poche stanze, scale ed orizzontamenti in legno ed erano realizzate con calcestruzzo povero tanto che talvolta il materiale non era in grado di reggere il proprio peso e l'edificio crollava. La massiccia presenza di legno inoltre, favoriva l'insorgere d'incendi. Le condizioni igienico-sanitarie erano pessime dati i servizi comuni ed anche la rumorosità era elevata.
Casa medioevale

La casa medioevale per eccellenza è quella mercantile. Detta anche "casa gotica", si sviluppava in altezza, sopra il piano terra destinato generalmente a magazzino o laboratorio. Le stanze spesso erano multiuso e le strutture, inizialmente a graticcio (struttura lignea inframmezzata da materiale di tamponamento povero), nelle città a densa presenza abitativa furono ben presto sostituite da cotto e pietra a causa dei numerosi incendi. Le case medioevali alte e strette, a tre o quattro piani fuori terra, si affacciavano sulla via esibendo, a differenza di quelle romane, numerose finestre che furono anche dotate di vetri. Le abitazioni più ricche arrivarono ad adottare lo schema a torre; per mostrare il proprio prestigio ed aver garanzia di protezione spesso si dotavano di torri la cui altezza dovette essere molte volte limitata da ordinanze comunali che imponevano che non potesse essere superata quella della torre civica.



31 - San Giminiano, case-torri (T. Ravenda).
Palazzi e ville rinascimentali

Il palazzo, ossia l'abitazione privata di ricchi mercanti e banchieri, fa la sua comparsa nella Firenze del primo '400 con caratteri ispirati alle forme classiche. Inserito nella città e in perfetto dialogo con essa, riusa e aggiorna dell'epoca classica, non soltanto gli elementi decorativi come l'opus reticulatum o la sovrapposizione di ordini ma anche la tipologia della domus con l'altana (figura 32) che è la nuova area privata (loggetta o belvedere) posta all'ultimo piano, arretrata rispetto alla strada quindi nascosta da occhi indiscreti così come il giardino, che però non è l'hor-tus conclusus medievale. Nell'area veneta, in pieno '500, la tipologia caratterizzante è quella delle ville. Andrea Palladio dimostra di saper creare, di volta in volta, edifici classici del tutto originali, legati alla geografia del luogo e, soprattutto alla funzione di palazzo cittadino, villa suburbana o abitazione legata ad un fondo agricolo (figura 33).



32 - Altana di Palazzo Gondi, Firenze.


33 - Andrea Palladio, La Rotonda, Vicenza.
Palazzi del ‘600-‘700

in questi secoli si afferma e si consolida una forma distributiva comune ai palazzi nobiliari dell'epoca: un ingresso con grande atrio per le carrozze da cui si diparte lo scalone d'onore che porta alle sale di rappresentanza al primo piano o piano nobile e agli appartamenti della famiglia proprietaria. Le stanze per la servitù, al piano superiore, erano di ridotte dimensioni mentre il piano terra era riservato agli ambienti cucina e magazzini, con le cantine nel seminterrato. Tra il piano terra e il primo piano, laddove l'altezza lo consentiva, era anche ricavato il piano ammezzato.
in città la casa cessa di avere il carattere unifamiliare in quanto sollecitata dall'inurbamento e gli interventi edilizi sono sostanzialmente volti all'ampliamento ed innalzamento degli edifici esistenti, in funzione di creare più appartamenti indipendenti serviti però da scale comuni.



34 - Interno di palazzo settecentesco.
Case del XIX secolo.

la nascente industria e la conseguente richiesta di alloggi a basso costo in città, crea le condizioni per la nascita della "casa a ballatoio in cui gli stessi ballatoi diventano percorsi d'accesso agli alloggi.



35 - Casa a ballatoio
Il XX secolo.

Il recupero edilizio delle case a ballatoio appartiene tutto alla seconda metà del XX secolo mentre già dagli inizi del '900 si va affermando la residenza condominiale in cui le singole unità immobiliari risultano aver caratteri di maggiore autonomia. Dagli anni '30 e dall'America giunge la nuova tipologia abitativa per le grandi metropoli: il grattacielo. La sua costruzione, dapprima in calcestruzzo armato per la struttura portante e mattoni per i muri di tamponamento, evolvendosi lascia il posto all'acciaio, resistente ed elastico e al vetro, in totale scambio esterno interno



36 - John Portman, One Peachtree Center Tower, Atlanta.

Disegno Facile B
Disegno Facile B