2 CARATTERI GENERALI

2 CARATTERI GENERALI

La prospettiva lineare è il metodo di rappresentazione grafica che più si avvicina alla visione dell'occhio umano e, in quanto tale, risulta particolarmente gradevole all'osservatore. Permette una rapida comprensione delle forme pur non presentandole con le stesse misure con cui sono conosciute. Questo non significa che il disegno in prospettiva non restituisca graficamente le dimensioni reali degli oggetti ma tende a rappresentarli secondo i criteri della percezione visiva. Infatti se ci si pone di fronte ad un lungo rettifilo fiancheggiato da edifici, i bordi della strada paiono in lontananza convergere e le linee orizzontali dei diversi piani dei palazzi sembreranno salire o scendere a seconda del un punto di vista più basso o più alto dell'osservatore. Inoltre lo stesso oggetto si mostra tanto più piccolo quanto più aumenta la sua distanza dall'osservatore.

Il meccanismo che regola la prospettiva è teoricamente piuttosto semplice. Data ad esempio una figura ed un soggetto che la osservi, per ottenere il disegno prospettico si interponga fra di essi un foglio trasparente (quadro prospettico). L'immagine prospettica della figura osservata si formerà nei punti di intersezione del quadro con la traccia dei raggi visivi che dall'occhio di chi guarda (punto di vista) raggiungono tutti i punti dell'oggetto.
Per passare però alla pratica del disegno è necessario conoscere gli elementi fondamentali che ne permettano la realizzazione.



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Gli elementi fondamentali

1.    Piano geometrale T - corrisponde al piano orizzontale o di terra
2.    Quadro prospettico Q - perpendicolare al piano geometrale. Si immagina, come già detto, trasparente ed assimilabile al foglio da disegno su cui si realizza la prospettiva
3.    Linea di terra L.T. - è l'intersezione del piano geometrale con il quadro prospettico
4.    Punto di vista PV - punto in cui si colloca l'occhio dell'osservatore
5.    Punto principale P - proiezione ortogonale di PV sul quadro prospettico. Risulta essere il punto di fuga delle rette perpendicolari al quadro prospettico
6.    Punto di stazionamento S - proiezione ortogonale di PV sul piano geometrale
7.    Linea di orizzonte L.O. - è la traccia sul quadro prospettico parallela alla L.T., passante per P
8.    Punto Po - proiezione ortogonale di P sulla L.T.
9.    Il cerchio di distanza - si ottiene puntando il compasso in P con apertura P - PV; è molto utilizzato in prospettiva centrale.
10.    Punti di distanza D e D'- Appartengono al cerchio di distanza e sono collocati sulla L.O. in posizione opposta rispetto a P; risultano essere punti di fuga di rette inclinate a 45° rispetto al quadro prospettico.
11.    Punto di fuga F è posto sulla L.O. e rappresenta il punto di convergenza delle rette parallele fra loro, orientate in profondità. La sua posizione, variabile, dipende quindi dall'orientamento delle stesse rette.




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Tipi di prospettiva

A seconda della posizione del quadro rispetto alla figura si possono avere tre tipi di prospettiva: centrale, accidentale e razionale.
La prospettiva centrale è frontale ovvero il soggetto che guarda è posto di fronte all'oggetto che viene osservato. In questo caso il piano prospettico è posto parallelamente ad un lato della figura o dell'oggetto.



10 - Anonimo, La città ideale. The Walters Art Museum, Baltimora.
La prospettiva accidentale è angolare ovvero il soggetto che guarda è posto in corrispondenza di uno spigolo dell'oggetto che viene osservato. È questo il caso in cui il quadro prospettico, pur mantenendosi verticale, è variamente ruotato rispetto ai lati della figura o dell'oggetto da rappresentare.



11 - Alberto Campo Baeža, Caja General de Ahorros, Granada, 2001.
La prospettiva razionale presenta il quadro prospettico inclinato; viene anche detta a quadro obliquo. Consente la visione di un oggetto dal basso o dall'alto a seconda del punto di osservazione.

Norme prospettiche

Le norme che regolano questo tipo di disegno sono comunque valide per tutte le prospettive con una sola variante per quella razionale (come si vedrà) e l'esserne a conoscenza permette una maggiore velocità esecutiva e un costante controllo del lavoro svolto.
-Tutte le rette perpendicolari al quadro prospettico concorrono al punto P.
-    Tutte le rette parallele al quadro prospettico rimangono parallele fra loro avendo il punto di fuga al l'infinito e le rette perpendicolari al piano geometrale rimangono verticali.
-    I due punti D e D' sono punti fuga delle rette inclinate di 45°rispetto al quadro prospettico



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-Tutte le rette orizzontali non parallele al quadro prospettico convergono a punti di fuga situati sulla L.O.
-    Le rette comunque inclinate rispetto al piano geometrale concorrono ad un punto di fuga posto sulla verticale fuoriuscente dal punto di fuga delle prospettive delle loro proiezioni orizzontali (fig. 73)



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Le variabili della prospettiva

L'altezza del punto di vista
Disegnando in prospettiva occorre sempre aver ben chiara la posizione del punto di vista in riferimento all'oggetto da rappresentare perché questo fattore crea variabili quali una vista dal basso anziché dall'alto e viceversa.
La posizione dell'osservatore
L'immagine prospettica può variare totalmente a seconda che l'osservatore si ponga di fronte ad essa o in posizione laterale destra o sinistra.



15 - Cubi in prospettiva centrale


16 - Cubi in prospettiva accidentale.
La distanza dell'osservatore dal quadro
La distanza dell'osservatore dal quadro deve essere rapportata alle dimensioni dell'oggetto. Per scegliere la giusta posizione occorre porre l'osservatore ad una distanza pari ad 1,5-2 la larghezza massima dell'oggetto sul quadro definita dal cono ottico che deve avere una ampiezza, in generale, compresa tra i 35° e i 45°; l'angolo visivo può aumentare fino a 60° per rappresentazioni di interni. Per una ampiezza del cono ottico minore di 35° si avrà un eccessivo allontanamento dell'immagine e un appiattimento della forma. Per una ampiezza maggiore di 60° si avrà un eccessivo avvicinamento dell'immagine con conseguente deformazione e aberrazione prospettica.



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Metodi e sistemi di riferimento

Per realizzare la prospettiva lineare si può far riferimento ai seguenti metodi che possono all'occorrenza interagire:
1.    Metodo delle perpendicolari al quadro
2.    Metodo dei punti di distanza
3.    Metodo dei punti di fuga
4.    Metodo dei punti misuratori
5.    Metodo del taglio dei raggi visuali
6.    Metodo del punto diagonale

ed ai seguenti sistemi esecutivi:
a. sistema diretto:
- ribaltamento dei due semipiani orizzontali:
caso in cui la figura reale è sotto la L.T.
-    pianta ausiliaria: caso in cui la figura preparatoria può trovarsi sopra o sotto la L.T.
b. sistema indiretto
-    caso in cui la figura preparatoria è isolata.
Con il sistema diretto le dimensioni dell'oggetto in pianta vengono ribaltate direttamente sul quadro e disegnate in prospettiva: ha il vantaggio della velocità esecutiva ma porta ad una riduzione dell'immagine prospettica mentre con il sistema indiretto, si utilizza una figura preparatoria sulla quale si individuano i punti che saranno portati sul quadro prospettico, avvalendosi di una conveniente scala metrica.
L'abbinamento del metodo al sistema esecutivo può variare di volta in volta, dipendendo esclusivamente da ciò che il disegnatore reputi più conveniente.

Disegno Facile B
Disegno Facile B