TEORIA DELLE OMBRE APPLICATA ALLE PROIEZIONI ASSONOMETRICHE

4 TEORIA DELLE OMBRE APPLICATA ALLE PROIEZIONI ASSONOMETRICHE

Sorgente luminosa naturale
La ricerca delle ombre proprie e portate in proiezione assonometrica si avvale delle stesse regole applicate alla ricerca delle ombre in proiezione ortogonale.
La sorgente luminosa può essere posta all'infinito ( luce naturale ) o a distanza finita ( luce artificiale).
Anche le proiezioni assonometriche sfruttano, generalmente, la sorgente luminosa naturale, quindi si considera l' utilizzo di un fascio di raggi paralleli.
Le assonometrie sono proiezioni parallele, quindi le ombre assonometriche sono determinate da due fasci di proiettanti; uno parallelo alla inclinazione r del raggio luminoso e uno parallelo alla direzione r' dello stesso.

Inclinazione e direzione del raggio luminoso

Il raggio luminoso si considera appartenente ad un piano ausiliario a verticale.
Per cercare l'ombra di una figura occorre definire l'inclinazione r del raggio luminoso e la direzione r', proiezione di r sul P.O.; queste vengono fissate arbitrariamente, di volta in volta, in relazione alla resa grafica che si vuole ottenere (ombre allungate o accorciate).
L'intersezione di r passante per il punto A e di r' passante per A' ( proiezione di A sul P.O.) determina A°, ombra portata del punto A.


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Le posizioni della sorgente luminosa

Sorgente luminosa collocata di fronte all'osservatore
La figura è in controluce.
L'ombra portata cade verso l'osservatore e si sviluppa in modo ampio.
Molte parti della figura risultano in ombra



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Sorgente luminosa collocata di fianco all'osservatore
Per rendere più semplice l'esecuzione si considera r' orizzontale.
L'ombra portata cade lateralmente alla figura.


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Sorgente luminosa collocata di spalle all'osservatore
La figura è illuminata frontalmente, quindi l'ombra portata si allontana dall'osservatore.
L'ombra propria si sviluppa soprattutto nella parte posteriore della figura


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Ombre di solidi

La ricerca delle ombre proprie e delle ombre portate dei solidi rappresentati in proiezione assonometrica non presenta particolari difficoltà perché il solido è disegnato nella sua tridimensionalità, quindi la linea separatrice d'ombra suggerisce facilmente le parti in ombra propria e l'ombra portata.

Ombra propria e portata di una prisma esagonale. Sorgente luminosa posta di fronte all'osservatore
La sorgente luminosa considerata è posta frontalmente all'osservatore, l'ombra portata cadrà anteriormente.
Si fissano a piacere l'inclinazione r e la direzione r'.
Il solido ha la base inferiore appartenente al P.O., i vertici di questa coincidono con i loro punti d'ombra.
Si cercano le ombre dei vertici della base superiore e si raccordano con i punti d'ombra dei vertici della base inferiore.
L'ombra portata è data dalle due parallele alla direzione del raggio luminoso, tangenti alla base inferiore del prisma.
Dal profilo dell'ombra portata è facile individuare la linea separatrice, quindi l'ombra propria.



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Ombra propria e portata di un tronco di piramide a base triangolare. Sorgente luminosa posta di fianco all'osservatore
L'ombra portata cadrà lateralmente.
Per risolvere l'esercizio è sufficiente cercare l'ombra dei vertici A-B-C della sezione e raccordarli ai vertici della base triangolare appartenenti al P.O.



Ombra propria e portata di una piramide a base rettangolare. Sorgente luminosa posta di spalle all'osservatore
L'ombra portata cadrà posteriormente.
La base del solido appartiene al P.O., ogni suo vertice coincide con il proprio punto d'ombra.
L'ombra portata è definita dalle due tangenti la base passanti da V° .



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Ombra propria e portata di un cono. Sorgente luminosa posta di fronte all'osservatore
L'ombra portata è determinata dalle due tangenti la base passanti da Vo.
I punti di tangenza, raccordati a V, definiscono la linea separatrice, quindi l'ombra propria.



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Ombra propria e portata di un tronco di cono. Sorgente luminosa posta di fronte all'osservatore
Il tronco di cono è tradotto graficamente in assonometria obliqua monometrica con la base e la sezione parallele al P.O., impostate sugli assi x, y che formano un angolo retto.
Per risolvere l'esercizio è sufficiente cercare l'ombra del centro della sezione e, con raggio uguale a quello della sezione stessa, puntare in quel punto e tracciare una circonferenza.
L'ombra portata è data dall'ombra della sezione raccordata con la base del solido.



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64 - Le facciate dei due corpi architettonici del Palazzo Ducale di Urbino evidenziano un gioco di ombre proprie, portate e autoportate.
Ombre proprie e ombre portate di un solido complesso. Sorgente luminosa posta lateralmente all’osservatore
Per risolvere l'esercizio si applica il normale metodo proiettivo.
Il tratto 1-2 definisce il profilo dell'ombra autoportata.



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Disegno Facile B
Disegno Facile B