2 CARATTERI GENERALI

2 CARATTERI GENERALI

Le proiezioni assonometriche, dal greco áxon = asse e métron = misura, derivano il loro nome dal fatto che le proiezioni delle figure si tracciano utilizzando come riferimento tre assi, i quali rappresentano le tre dimensioni dei corpi: altezza, larghezza e profondità. Indicano un modo convenzionale di studio delle forme solide e presentano il vantaggio, rispetto alle proiezioni ortogonali, di contenere in un solo disegno, tutte le dimensioni di un oggetto, permettendone la visione nella sua interezza. Indicano anche, con semplici regole, il modo essenziale e rapido per eseguire il tracciato di un disegno.

Riferimenti spaziali dell’assonometria

Per realizzare un’assonometria occorrono i seguenti riferimenti:
– il triedro delle proiezioni di Monge ovvero tre piani fra di loro ortogonali P.O., P.V., P.L. che intersecandosi formano tre semirette x, y, z le quali hanno una comune origine O (figura 12).
– un ulteriore piano chiamato piano assonometrico che interseca variamente i primi tre, immaginato corrispondente al foglio da disegno, dove si forma l’immagine assonometrica (figure 13,14,15,16).



12


13


14


15


16
– gli assi di riferimento per la costruzione assonometrica ovvero x‘ (asse delle larghezze), y‘ (asse delle profondità), z‘ (asse delle altezze), derivanti dalla proiezione di x,y,z sul nuovo piano (figure 17, 18, 19, 20).
– i raggi proiettanti considerati provenienti da un centro posto all’infinito.
A seconda della posizione del quadro assonometrico rispetto al triedro di Monge ed alla inclinazione dei raggi proiettanti rispetto al quadro, si individuano due grandi famiglie assonometriche: le assonometrie oblique e quelle ortogonali.
Nelle assonometrie oblique il quadro assonometrico è disposto parallelamente o coincide con uno dei piani fondamentali e i raggi proiettanti sono obliqui rispetto a esso (figura 21).
Nelle assonometrie ortogonali invece, il quadro è inclinato rispetto ai tre piani mongiani mentre i raggi proiettanti sono perpendicolari al quadro stesso (figura 22).



17


18


19


20


21


22

Norme per il disegno assonometrico

Per il disegno in assonometria valgono le norme generali riportate nella tabella UNI EN ISO 5456-3:
– la posizione degli assi coordinati rispetto al quadro deve essere stabilita in modo tale che la proiezione di uno di questi, ovvero l’asse Z, risulti verticale;
– l’oggetto da rappresentare deve essere disposto in posizione tale che i suoi assi e le sue facce principali siano paralleli, per quanto possibile, agli assi coordinati e in modo da mettere in evidenza le stesse viste dell’oggetto in proiezione ortogonale;
– gli assi di simmetria dell’oggetto devono essere tracciati solo nel caso siano indispensabili alla rappresentazione;
– le linee dei contorni o degli spigoli nascosti non vengono di norma disegnate, se non per migliorare le caratteristiche del disegno;
– i tratteggi per indicare una sezione devono preferibilmente essere tracciati di preferenza a 45° rispetto agli assi e ai contorni della sezione;
– le quote nelle proiezioni assonometriche vengono generalmente omesse. Nel caso risultino necessarie, la quotatura deve essere effettuata parallelamente agli assi coordinati. (figure 23 e 24)

È necessario inoltre ricordare che nel riportare le misure occorre fare riferimento agli assi o alle linee ad essi parallele, perché soltanto sopra queste tracce si possono portare e misurare le reali dimensioni delle figure.
Infine, dovendo porre in proiezione assonometrica un arco, un cerchio o un poligono, basterà racchiuderli all’interno di quadrilateri, mettere questi ultimi in assonometria e costruire poi le figure geometriche inscritte, utilizzando i punti di intersezione.





24 - I solidi rappresentati in scala sono stati quotati in cm.

Disegno Facile A
Disegno Facile A