Modulo E - Proiezioni assonometriche

Proiezioni assonometriche

1 INTRODUZIONE

Ravvisabile già nell’antica pittura greca e romana, largamente usata da Giotto e dagli artisti due-trecenteschi, preferita nel Rinascimento dagli ingegneri militari, dapprima utilizzata in modo puramente intuitivo ma pur sempre efficace, l’assonometria assurse a dignità di metodo di rappresentazione grafica solo nel XVIII secolo con Gaspard Monge (1746-1818), matematico francese considerato a pieno titolo padre della geometria descrittiva, le cui fondamentali lezioni sono raccolte in Géométrie Descriptive (1794-95).
A dire il vero, prima di lui Girard Desargues (1591-1661), analizzando i fondamenti matematici della prospettiva, aveva individuato il caso particolare del punto di proiezione posto all’infinito e, conseguentemente, delle rette proiettanti parallele, così come Johann Heinrich Lambert (1728-1777) aveva poi teorizzato sulla prospettiva non convergente. L’assonometria infatti differisce dalla prospettiva propriamente detta (ovvero dalla prospettiva concorrente) perché considera che l’osservatore sia posto all’infinito e di conseguenza i raggi visuali possono essere considerati paralleli fra loro; per questo motivo viene anche detta prospettiva parallela.
Mediante l’assonometria si può ad esempio visualizzare un edificio nelle sue caratteristiche volumetriche sia esterne che interne, avvalendosi di opportune sezioni. Si possono evidenziare significative parti di un progetto e anche passare dall’unità dell’oggetto alla molteplicità dei suoi componenti.



1 - Giotto da Bondone, La visione dei troni celesti (particolare), Assisi, Basilica Superiore di San Francesco.


2 - Jacopo di Cione e Andrea Orcagna, Il cambiavalute, 1367, Firenze.


3 - Carta della catena, Vista della città di Firenze, particolare, 1470.


4 - D. Vandelli, Pianta che contiene l’isolato di Sassuolo, seconda metà del secolo XVIII, Modena, Archivio di Stato.


5 - Abbaye de Saint Remi de Reims. Vista d’insieme prima della Rivoluzione.


6 - Tabula Peutingeriana, 1265, Biblioteca di Vienna.
Il secolo scorso ha visto un massiccio uso di questo tipo di rappresentazione chiaro e veloce, in linea con il razionalismo imperante e l’attenzione verso l’assonometria continua tuttora a essere significativa, riconoscibile nei disegni tecnici, architettonici e urbanistici dei grandi progettisti contemporanei.



7 - Mies Van der Rohe, Casa modello, Esposizione di Berlino del 1931.


8 - Walter Gropius, progetto del Teatro totale, 1927.


9 - Alison e Peter Smithson, Economist Building, Londra, 1960-64.


10 - Walter Gropius, Bauhaus, Dessau, 1925-26.


11 - Walter Gropius, Bauhaus, Dessau, 1925-26.

Disegno Facile A
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