4 DALL’ANALISI AL DISEGNO

4 DALL’ANALISI AL DISEGNO

Copiare una figura a mano libera Per copiare a mano libera una figura, sia questa bidimensionale o tridimensionale, sono importanti quattro passaggi operativi:
1. lettura attenta della figura che consente di individuare le linee portanti e le forme (figg. 17, 18, 19);
2. tracciamento delle linee portanti (figg. 17a, 18a, 19a);
3. definizione delle forme (figg. 17b, 18b, 19b);
4. colorazione per definire le forme bidimensionali o tridimensionali (figg. 17c, 18c, 19c).




17 - Duomo di Fidenza. Intarsio marmoreo del pavimento.
a. Tracciamento linee portanti
b. Definizione delle forme.
c. Colorazione per definire le forme bidimensionali. Tecnica matita.


18 - Frammento di fregio dell’Eretteo, 407 a.C., Museo dell’Acropoli – arte greca.
a. Tracciamento linee portanti.
b. Definizione delle forme.
c1. Colorazione per definire le forme tridimensionali. Tecnica matita.
c2. Colorazione per definire le forme tridimensionali.Tecnica china.




19 - Cattedrale San Nicola Pellegrino,Trani.
a. Tracciamento linee portanti
b. Definizione delle forme
c. Colorazione per definire le forme tridimensionali. Tecnica matita.






Copiare una figura con l’ausilio di strumenti

Per copiare una figura, sia questa bidimensionale o tridimensionale, rispettare le sue misure e le sue forme, il disegnatore deve utilizzare gli strumenti appropriati.
Tale disegno eseguito con precisione geometrica, non esclude il disegno a mano libera, anzi, spesso l’integrazione tra i due è fondamentale, come nel caso del progetto architettonico o del progettodesign, caratterizzati da schizzi preliminari e da tavole esecutive.
Anche per questo tipo di disegno sono fondamentali le quattro fasi operative descritte per il disegno a mano libera, queste però devono essere affiancate a conoscenze di geometria descrittiva.

Volendo riprodurre graficamente l’intarsio marmoreo attribuito a Paolo Uccello il disegnatore deve conoscere e saper applicare le seguenti costruzioni:
- divisione di angoli in parti uguali.
- divisione della circonferenza in cinque parti uguali.
Queste conoscenze, affiancate alle quattro fasi operative, consentono di riprodurre fedelmente la figura presa in considerazione.



20 - Intarsio marmoreo pavimentale, attribuito a Paolo Uccello. Basilica di San Marco, Venezia.
Tracciamento linee portanti: analisi anello esterno.
- Disegnare le circonferenze concentriche di raggio: O1 – O2 – O3 – O4 – OA - e suddividere le circonferenze in 64 parti uguali (Rivedere la costruzione per la divisione degli angoli in parti uguali). Per semplificare viene preso in considerazione un quarto della circonferenza, quindi l’angolo AOB viene diviso in 16 parti uguali. Tale operazione dovrà essere ripetuta per altre tre volte. (a)
- Le semirette tagliano le circonferenze concentriche, precedentemente disegnate e determinano i punti necessari per definire la decorazione dell’anello esterno. (b)
- Ripetere l’operazione per altre tre volte sui restanti tre quarti. (c)



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Tracciamento linee portanti: analisi tondo centrale.
- Tracciare la circonferenza di raggio O3 che ospiterà i vertici dei due pentagoni. (a)
- Rivedere la costruzione del pentagono regolare inscritto nella circonferenza. (b)
- Inscrivere un pentagono regolare (A – B – C – D – E) nella circonferenza di raggio O3 come indicato in figura.
Tracciare le bisettrici degli angoli EOA, AOB, BOC, COD, DOE. Tali semirette determineranno sulla circonferenza di raggio O1 i punti 4 – 5 – 6 – 7 – 8, e sulla circonferenza di raggio O3 i punti F – G – H – I – L vertici del secondo pentagono. Unire il vertice A con i punti 4 – 5, il vertice B con i punti 5 – 6, il vertice C con i punti 6 – 7, il vertice D con i punti 7 – 8 e il vertice F con i punti 8 – 4; in questo modo si descrive la prima stella a cinque punte. (c)
- Le semirette nascenti dal punto O e passanti dai vertici A – B – C – D – E determinano i corrispondenti punti 10 – 11 – 12 – 13 – 9 sulla circonferenza di raggio O2. Unire il vertice F con i punti 9 – 10, il vertice G con i punti 10 – 11, il vertice H con i punti 11 – 12, il vertice I con i punti 12 – 13 e il vertice L con i punti 13 – 9; in questo modo si descrive la seconda stella a cinque punte. (d)
- Sovrapposizione delle due stelle a cinque punte. (e)
- Unire i vertici delle due stelle come indicato in figura definendo il piccolo dodecaedro stellato. (f)
- Per ottenere la riproduzione grafica completa dell’intarsio (figura 23) assemblare la figura 21c con la figura 22f.



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In figura 24 viene proposta la facciata del Tempio Malatestiano di Rimini. Il disegno evidenzia uno schema ottenuto attraverso lo studio delle linee portanti che, individuando le forme geometriche, mettono in relazione tutte le parti architettoniche costituenti il piano facciata.

Per rappresentare graficamente un oggetto il metodo più efficace è tradurlo attraverso le sue dimensioni reali.
Nella maggior parte dei casi, soprattutto per quanto riguarda l’architettura, il design e la meccanica, l’oggetto da rappresentare può essere troppo grande o troppo piccolo, è necessario quindi modificare le dimensioni senza alterare le proporzioni.
A tale scopo si usano diversi metodi, qui di seguito ne proponiamo alcuni.

Metodo degli assi di simmetria.
Tracciando gli assi di simmetria di una figura assegnata, questa si può riprodurre nella sua forma reale, ingrandire o rimpicciolire.
Questa operazione si ottiene tracciando rette ortogonali all’asse di simmetria (figura 25) passanti dai punti fondamentali della figura; su tali rette si leggono le distanze dei punti considerati rispetto l’asse e si riportano sul disegno, reali, raddoppiate o dimezzate, a seconda della riproduzione che voglio fare.



25 - Riproduzione di figura, (riduzione – ingrandimento) con il sistema dell’asse di simmetria.
Metodo della traslazione
La traslazione è un movimento rettilineo nel piano, secondo una direzione stabilita. Questo metodo consente di copiare una figura nelle sue reali forme e dimensioni. Si possono utilizzare due procedimenti:
1. data una figura tracciare un fascio di rette parallele passanti dai suoi vertici e riportare una misura, scelta a piacere, da ogni vertice.
2. data una figura tracciare una retta r passante dal vertice C, fissare su questa un punto CⅠ, riportare da tale punto una parallela al lato CB che intersecherà, nel punto BⅠ, la retta passante dal punto B.
Procedere in modo analogo per gli altri vertici fino a costruire una figura uguale alla figura assegnata.



26 - Riproduzione di figura per traslazione.
Metodo delle scale metriche di proporzione.
Questo metodo consente di ridurre o ingrandire la figura assegnata secondo quanto spiegato nel modulo A.



27 - Riproduzione di figura, ingrandimento - riduzione con il sistema delle scale metriche di proporzione.
Metodo della quadrettatura.
Fin dall’antichità gli artisti hanno usato la quadrettatura per riprodurre figure.
Gli Egizi usavano una quadrettatura per disegnare la figura umana utilizzando un modulo ottenuto dalla dimensione del pugno chiuso. La figura in piedi misurava, dalla linea dei piedi alla linea degli occhi, 18 (prima), 21 (poi) quadratini (figura 28).
L’artista greco Policleto, aveva stabilito quali misure del corpo umano dovesse avere ogni parte in relazione alle altre. La testa era il modulo, con questo veniva tracciata una quadrettatura (figura 29) per proporzionare l’intera figura.
Nel rinascimento i pittori tracciavano sull’intonaco ancora fresco, una quadrettatura per riportare proporzionalmente, a grandezza definita il disegno iniziale. Dice il Vasari “E se … fussero prospettive o casamenti., si ingrandiscano con la rete … che riporta giustamente ogni cosa“.



28 - Quadrettatura usata dagli egizi per proporzionare la figura umana.


29 - Schema del canone proporzionale nel Doriforo di Policleto.


30 - Policleto, Doriforo, 450 a.C., copia romana, marmo, alt. m 2,12. Napoli, Museo nazionale.
Il metodo della quadrettatura permette di copiare nelle reali forme, di ingrandire o di rimpicciolire ogni singola figura, disegnata, fotografata o dipinta.
Si traccia sull’immagine una quadrettatura rapportata alla figura e alla sua complessità. Per figure semplici si utilizzano quadrati grandi, per figure complesse si utilizzano quadrati più piccoli che permetteranno di riprodurre bene anche i particolari più difficili.
Sulla superficie che si vuole utilizzare per rappresentare l’immagine, si costruirà una griglia uguale alla quadrettatura precedentemente eseguita se si vuole mantenere le stesse proporzioni; una quadrettatura più piccola se si vuole ridurre le misure; una quadrettatura più grande se si vuole ingrandire la figura.



31 - Riproduzione di figure, ingrandimento – riduzione. Sistema della quadrettatura.

Disegno Facile A
Disegno Facile A